Risotto al Chianti

Quando si parla di Chianti non si può non pensare alle verdi colline toscane coperte di fitti vitigni. Questo straordinario vino non è buono solo per accompagnare i pasti ma può essere usato per realizzare un risotto gustoso e raffinato.

05 Gennaio 2018
Risotto al Chianti

Tempo di preparazione: 1 ora

Difficoltà: facile

Ingredienti: 200 g di riso Carnaroli • 1 l di brodo vegetale (preparato con carota, sedano, cipolla e alloro) • 2 cipolle rosse • un bicchiere di vino Chianti • olio extravergine d’oliva • sale • pepe

Procedimento:

Preparate il brodo mettendo a bollire a freddo, in un litro di acqua, una carota, mezza cipolla, una costa di sedano e qualche foglia di alloro con un pizzico di sale. A parte sbucciate e affettate due belle cipolle.

Rosolate in un tegame la cipolla con olio e un pizzico di sale. Appena appassita, aggiungete e tostate il riso. Versate il Chianti, che lascerete sobbollire ed evaporare. Poi procedete con l’aggiunta di brodo caldo fino a cottura del risotto. Aggiustate il sale e il pepe, e servite a tavola fumante.

Nota. Il Chianti di color rosso granato, dal fruttato ai frutti di bosco, proviene dalla vinificazione delle uve Sangiovese (per l’80 o il 100%) con altri vitigni (Canaiolo, Colorino o Cabernet Sauvignon). Solitamente, in
cucina il Chianti si presta per la preparazione di carni rosse e selvaggina.
La ricetta di questo risotto è piuttosto recente, certamente proviene dalla cucina povera, ma non da quella tradizionale.

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Ricetta tratta dal libro Toscana vegetariana

La cucina toscana è solitamente associata a piatti ricchi di carne, dagli arrosti alla trippa e alla famosa, ma di recente invenzione, bistecca alla fiorentina. Nella tradizione culinaria di questa regione abbondano invece verdure, cereali e legumi, cucinati con fantasia e con risultati sorprendentemente buoni per ogni palato. Si tratta di preparazioni ottenute con prodotti radicati nella storia del territorio e conosciuti ben oltre i confini regionali come vere e proprie eccellenze. Tra i tanti, citiamo l’olio extravergine di oliva, le diverse tipologie di fagioli, il carciofo violetto, il cavolo nero, almeno sei tipi di pomodori, la cipolla di Certaldo e lo zafferano di San Gimignano. Senza dimenticare i vini rossi e bianchi, che negli ultimi anni possono contare sulla qualità offerta da tanti piccoli produttori biologici e biodinamici.

Il libro cerca di intromettersi in questo mondo, presentando un ampio ventaglio di piatti e ingredienti rappresentativi delle diverse aree produttive, dalla Toscana collinare fino a quella litoranea, dal capoluogo alle città più piccole, dalla Maremma alla Versilia, dal Casentino alla Garfagnana, per ricercare ricette prelibate e fedeli ai prontuari della tradizione, alcune lievemente modificate, come principio etico, nell’ottica di non violenza e rispetto verso gli animali.

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di Terra Nuova


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