Panforte

Il più classico dei dolci natalizi toscani, presentato in chiave vegana. Una ricetta da provare per rendere unica la tavola delle feste.

22 Dicembre 2017
Panforte

Ingredienti

450 g di mandorle (non pelate), possibilmente ¼ di mandorle amare e ¾ di mandorle dolci
150 g di farina
350 g di zucchero di canna
120 g di miele
½ cucchiaino di noce moscata grattugiata
½ cucchiaino di cannella in polvere
350 g di frutta candita (arancia, arancia amara, cedro, melone)
2 cucchiai di zucchero a velo
3 chiodi di garofano
40 g di cialde/ostie
3 chiodi di garofano
5 g di semi di coriandolo
10 g di pepe

Procedimento

■ Mettete su una teglia da forno le mandorle e fatele tostare per circa 10 minuti in forno. Tagliate a piccoli pezzi la frutta candita.

■ In una casseruola fate sciogliere a fi amma dolce il miele e lo zucchero, mescolando per non far attaccare il composto. Quando avrà preso un colore bruno togliete la casseruola dal fuoco e aggiungete le mandorle, la farina, i canditi, la noce moscata grattugiata, il pepe, la cannella in polvere, i chiodi di garofano e i semi di coriandolo che precedentemente avrete pestato o triturato.
Amalgamate bene il composto.

■ Rivestite con la cialda il fondo di una teglia tonda, possibilmente con chiusura a cerniera, versatevi l’impasto del dolce (che avrà uno spessore di circa 2 centimetri) e infornate per 30 minuti a 150°.

■ Terminata la cottura togliete dallo stampo il panforte e spolveratelo con zucchero a velo. Il dolce va servito freddo.

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Ricetta tratta dal libro Toscana vegetariana

La cucina toscana è solitamente associata a piatti ricchi di carne, dagli arrosti alla trippa e alla famosa, ma di recente invenzione, bistecca alla fiorentina. Nella tradizione culinaria di questa regione abbondano invece verdure, cereali e legumi, cucinati con fantasia e con risultati sorprendentemente buoni per ogni palato. Si tratta di preparazioni ottenute con prodotti radicati nella storia del territorio e conosciuti ben oltre i confini regionali come vere e proprie eccellenze. Tra i tanti, citiamo l’olio extravergine di oliva, le diverse tipologie di fagioli, il carciofo violetto, il cavolo nero, almeno sei tipi di pomodori, la cipolla di Certaldo e lo zafferano di San Gimignano. Senza dimenticare i vini rossi e bianchi, che negli ultimi anni possono contare sulla qualità offerta da tanti piccoli produttori biologici e biodinamici.

Il libro cerca di intromettersi in questo mondo, presentando un ampio ventaglio di piatti e ingredienti rappresentativi delle diverse aree produttive, dalla Toscana collinare fino a quella litoranea, dal capoluogo alle città più piccole, dalla Maremma alla Versilia, dal Casentino alla Garfagnana, per ricercare ricette prelibate e fedeli ai prontuari della tradizione, alcune lievemente modificate, come principio etico, nell’ottica di non violenza e rispetto verso gli animali.

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di Terra Nuova


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