Cracolici: «Cancro, vincente l'approccio integrato». Convegno a Firenze

Un'opportunità unica per avere una panoramica completa delle terapie integrate nella cura del paziente oncologico; un appuntamento che permetterà di incontrare esperti da tutto il mondo che ogni giorno affiancano alle cure convenzionali le medicine non convenzionali. Dal 23 al 25 marzo a Firenze il convegno "Oncologia integrata. Il cervello centrale e i cervelli periferici». Aperte le iscrizioni.

13 Marzo 2018

«Questo convegno è una opportunità unica che può veramente cambiare lo stato dell'arte sul fronte delle terapie integrate in oncologia»: a parlare è il dottor Franco Cracolici, medico agopuntore, direttore della scuola di agopuntura di Firenze e nel comitato scientifico del convegno, che si terrà a Palazzo dei Congressi dal 23 al 25 marzo (QUI per iscriversi ). L'iniziativa è promossa dalla Scuola di agopuntura tradizionale di Firenze, dal'Artoi, Usl Toscana Centro e da Ispro, con il patrocinio di Comune di Firenze, Cnr, Ordini dei medici di Firenze e Roma, Fisa, Sipnei e Aimac. «Mostreremo e illustreremo ciò che è ampiamente dimostrato e cioè le basi scientifiche di varie terapie integrate e non convenzionali - prosegue Cracolici - ci sarà l'occasione per conoscere ciò che viene fatto nella pratica quotidiana in centri ospedalieri autorevoli nel mondo, come per esempio lo Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove l'agopuntura rientra nel panel centrale ospedaliero per il trattamento dei pazienti oncologici».

«Il convegno vuole essere una presa in carico della necessità, per pazienti e operatori sanitari, di approfondire e conoscere nella loro completezza le risorse di provata efficacia che la medicina integrata mette a disposizione - aggiunge Cracolici - Ci sono senza dubbio i detrattori, ma quasi sempre si tratta di chi non conosce la materia e parla senza avere una esatta cognizione. Oggi possiamo contare su solide alle prese di posizione in merito alle medicine non convenzionali da parte dell'OMS e dei National Institutes of Health americani».

Al convegno saranno presenti relatori di caratura internazionale, come Gary Deng dello Sloan Kettering, Filippo De Braud dell'Istituto Tumori di Milano, Philip A. Salem del ST. Luke’s Episcopal Hospital di Houston, Eran Ben-Arye dell'Haifa Oncology Service presso il Lin Medical Center israeliano, Bharat B. Aggarwal dell'Inflammation Research Center di S. Diego in California, Gerard Guillaume presidente del Gruppo di Ricerca Clinica Chronimed, Ping Chung Leung dell'Institute Chinese Medicine presso la Chinese University di Hong Kong e molti altri.

«Sarà sottolineata anche l'importanza e l'appropriatezza di due approcci, la fitonutrizione e l'agopuntura, che sono già in uso in quasi tutti gli ospedali americani per attenuare gli effetti della chemio e radioterapia».

Tutto questo mentre in Italia in ambito accademico e istituzionali non mancano posizioni di chiusura e servizi non omogenei sul territorio.

«In Italia abbiamo una situazione a macchia di leopardo - prosegue Cracolici - Im alcune Regioni come Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, c'è spazio per la medicina integrata in ambito pubblico, anche nei Lea. Ci sono poi enti di ricerca, come il CNR, particolarmente sensibili, che patrocinano il convegno, così come l'Ordine dei Medici di Firenze e di Roma. Ci sono anche alcuni centri ambulatoriali pubblici in Toscana dove le medicine alternative vengono erogate in affiancamento alle terapie in campo oncologico. Insomma, c'è una realtà mista che vede senza dubbio anche chiusure, ma è sempre più fondamentale considerare il paziente nella centralità della sua terapia e quindi è doveroso superare divisioni e chiusure. Nei cittadini c'è una crescente sensibilità nei confronti delle terapie integrate e delle medicine non convenzionali e proprio i cittadini hanno il diritto di conoscere le fondamenta scientifiche su cui tali terapie poggiano».

«Un approccio terapeutico integrato, articolato e completo al paziente oncologico - conclude Cracolici - permette di attenuare gli effetti dei protocolli convenzionali, di rafforzare le difese immunitarie e di migliorare la qualità della vita. Tutto ciò permette al paziente stesso di rispondere meglio alle cure».

QUI il programma completo

di Terra Nuova

Posta un commento