Rete ecovillaggi: raccolto di fine anno e sfide per il futuro

L'incontro straordinario della Rete italiana villaggi ecologici si è svolto all'insegna delle emozioni, della progettazione e del confronto chiaro, autentico, leale. E ora si prepara per una grande nuova sfida per il futuro.

26 Novembre 2018

Dal 9 all’11 Novembre, la Rete italiana villaggi ecologici -RIVE , si è riunita presso la fattoria Il Rosmarino per il secondo incontro straordinario d’autunno. Un incontro denso, chiaro, ordinato, appassionato. Persone di tutte le età, da bimbi che imparano a camminare ad anziani ancora pronti a giocare, si sono raccolte nell'abbraccio di un cerchio di ecovillaggi e persone sempre più grande e sempre più impegnato a camminare insieme.

A Rosmarino avrebbe dovuto svolgersi il raduno estivo della RIVE ma una serie di imprevisti e difficoltà non lo hanno reso possibile. Come è possibile immaginare, la situazione ha portato tantissime diverse reazioni emotive di cui il Consiglio Direttivo e la Presidenza si sono presi cura in primis ed hanno aiutato tutta l’assemblea, nello scorso incontro a Lumen , a metabolizzare e superare il disagio. È stata un'esplorazione profonda di emozioni, bisogni insoddisfatti, riconoscimento di aspetti in cui migliorare e da tenere maggiormente in considerazione. Ma ecco che dalle sue "ceneri", Rive rinasce in tutto il suo vigore e si prepara ad affrontare una nuova, grande sfida.

Riccardo Clemente copresidente Rive che spiega l'organizzazione dei gruppi di lavoro per ospitare la Conferenza della Rete europea degli ecovillaggi nel Luglio 2019 presso la Comune di Bagnaia

Come serenamente afferma il co-presidente Riccardo Clemente: “Un cerchio si chiude per aprirne uno nuovo colmo di sogni e traguardi ambiziosi da co-creare. Al Rosmarino, luogo del mancato raduno estivo 2018, si è risanata una ferita interna all'associazione con le realtà ospitanti, attraverso un rinnovato spirito collaborazione e fiducia. Dalle ceneri di un mancato raduno è nato il germoglio di più ambizioso progetto RIVE mai realizzato”. Infatti RIVE sta preparandosi per realizzare un progetto totalmente inedito nel panorama europeo: “Siamo pronti per l'organizzazione della conferenza GEN-Global ecovillage network 2019 presso La Comune di Bagnaia che riporterà l'Italia al centro del movimento degli ecovillaggi Europei” racconta con uno sguardo entusiasta il co-presidente “e mi sento di esprimere un GRAZIE di cuore a tutti coloro che sosterranno la realizzazione di questo sogno”. È la prima volta nella storia della Rete Europea ed internazionale degli ecovillaggi, infatti, che l’organizzazione della Conferenza è affidata alla collaborazione tra un ecovillaggio e la propria Rete nazionale.

Quindi… un grande in bocca al lupo a tutti!

Ma qualcos'altro si muove in Rive: come ha ben espresso la co-presidente Paola Crasso: “Ad ogni incontro si rinnova la magia dei valori per cui siamo nella Rive – l’ecologia, la solidarietà, la non violenza, una giusta economia. Mi sono meravigliata della partecipazione dei soci in momenti complessi come quello dell’aggiornamento sul cambio dello Statuto e dei molti riscontri e osservazioni dei nuovi soci che hanno partecipato all’elezione Rivecratica per definire i ruoli di responsabilità nell’associazione e per il prossimo raduno: è stato un modo per entrare nel vivo della vita associativa e comprendere come, con gli strumenti giusti e la consapevolezza collettiva, si sciolgono anche nodi che sembrano insormontabili. Insieme si può!”.

Da un incontro all’altro, grazie ad un’attenta programmazione del Consiglio e all’aiuto del neonato Gruppo Cura delle relazioni, l’assemblea mette sempre più al centro la trasparenza, la responsabilità personale nell’agire e nel sentire, l’attenzione ai bisogni del gruppo. Ed è su questa base che Rive intende andare, per rafforzarsi e permettere un'espressione pulita e condivisa del potere. Imparare ad osservare come ognuno porta se stesso nel gruppo e le proprie istanze, restare aperti all'ascolto e alla comprensione di posizioni diverse dalla propria e distinguere la persona dalle sue azioni e quindi evitare di incorrere in un giudizio univoco sugli individui, sono aspetti affatto scontati, oserei dire abbastanza rari da trovare, tanto più in un gruppo di sessanta persone. Non va certo sempre nel migliore dei modi ma Rive ha dimostrato che proprio quando si "cade" si ha l'occasione di guardarsi, assimilare, rialzarsi, crescere.

Tra i momenti salienti, l'elezione di una persona per la segreteria che sostituisse la segretaria dimissionaria: la scelta è ricaduta su Andrea Stagliano, ex presidente Rive. A seguire, l'elezione e le nomine per il Gruppo tecnico, una carica della durata di due anni, che si occupa dell'organizzazione dei raduni estivi. Sono stati eletti Sciacallo Grano di Damanhur, Simone Gronda detto "Lillo" e Marco Serafini della comunità l'Oliva. In via del tutto eccezionale per il raduno GEN 2019 è stato creato il gruppo di coordinamento generale i cui portavoce sono Riccardo Clemente (co-presidente) e Marco Balestra: lavoreranno a stretto contatto con la rappresentante di Bagnaia, Amy Kabat, il coordinatore generale del GEN Tom Feeney e la coordinatrice della segreteria Gen Europa, Genny Carraro. Un team a prevalenza italiana a cui facciamo un grande "in bocca al lupo" per questa grande sfida da realizzare insieme.

Un altro momento assai fruttuoso, è stata la suddivisione in gruppi di lavoro, per mettere sempre più a fuoco la direzione di Rive: nel gruppo Statuto vi è stato un confronto approfondito sull'iter di adattamento alle disposizioni rispetto alla nuova legge del Terzo settore. Un gruppo si è occupato di riflettere sul rapporto tra ecovillaggi e città e come arrivare a sempre più persone e giovani con un messaggio sdi possibilità e speranza per il futuro. Il gruppo in essere della RiveTriveneto ne ha approfittato per incontrarsi e discutere del prossimo incontro territoriale programmato per la primavera.  Un altro gruppo ancora, ha spostato la sua attenzione sugli aspetti di scambio e relazione tra gli ecovillaggi e strategie atte a creare circuiti virtuosi territoriali (servizi, prodotti, alimenti, ecc.) che possano supportare la nascita di una rete solidale tra gli ecovillaggi e tra ecovillaggi e territori di riferimento. Un altro gruppo ha riflettuto su cosa accade negli ecovillaggi: risultati, difficoltà, questioni scottanti e dinamiche interne. Un patrimonio che sarà sviluppato nelle assemblee successive e nei gruppi di lavoro stessi.

Durante il viaggio di ritorno ho riflettuto su quanto ho raccolto da questo incontro: una sensazione di radicamento rispetto ad un nuovo modo di approcciare ai problemi, ai movimenti interiori, ai conflitti e alla diversità. Una partecipazione più responsabile sia negli interventi che nel prendersi impegni verso il gruppo. Un'intimità maggiore tra i membri che rinnova di volta in volta l'entusiasmo rispetto al percorso che stanno facendo insieme. E mentre la strada scorreva dietro al finestrino, tante domande sono passate nella mia mente e tanta la voglia di scoprire la risposta. Ho sentito un senso di gratitudine ed entusiasmo verso la vita.

 

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La vita comunitaria e la condivisione dell'abitare si stanno espandendo sempre di più, non solo all'estero, ma anche nel panorama italiano, che offre un ricchissimo e variegato arcipelago di esperienze, dall'housing sociale ai condomini solidali, dal cohousing agli ecovillaggi. Francesca Guidotti nel suo libro Ecovillaggi e cohousing mette a disposizione la sua attività di ricerca, accompagnandoci in maniera dettagliata all'interno delle varie realtà italiane, da nord a sud, fornendo una scheda dettagliata per ogni progetto, dalla personalità giuridica all'eventuale ispirazione spirituale, dall'organizzazione economica alla dieta scelta. Una guida per farsi un viaggio nelle esperienze comunitarie all'insegna non solo del risparmio economico ma soprattutto di uno stile di vita sobrio e a basso impatto ambientale, basato su relazioni autentiche e di solidarietà. Continua a leggere...
 

di Francesca Guidotti


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