Riaperta la caccia malgrado gli appelli: fauna già provata dalla siccità

Non è stato adottato nessun provvedimento restrittivo sull'apertura della caccia, che fra il 2 e il 3 settembre è ripartita (con la pre-apertura) in quasi tutte le regioni d'Italia. A nulla sono valsi gli appelli degli ambientalisti, ai quali si è affiancato anche l'Ispra, che segnalavano la fauna già estremamente provata dalla siccità.

04 Settembre 2017

La caccia è ripartita (con la pre-apertura) e sono caduti nel vuoti gli appelli degli ambientalisti lanciati nei giorni scorsi .

Anche l'Ispra, l'istituto di ricerca del Ministero dell'Ambiente, si è associato all'appello con una nota inviata a tutte le Regioni italiane e pubblicata sul suo sito.
"Il 2017 - scrive l'Ispra - è stato caratterizzato da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità", oltre a "una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco (+260%)". Questo "comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna". Di conseguenza, "si ritiene che, in occasione della prossima apertura della stagione venatoria, vadano assunti provvedimenti cautelativi atti a evitare che popolazioni in condizioni di particolare vulnerabilità possano subire danni". L'Ispra aveva consigliato alle Regioni di sospendere l'allenamento dei cani da caccia (che stressa la fauna selvatica), vietare la caccia da appostamento (che si svolge presso gli scarsi punti di abbeverata rimasti), posticipare all'inizio di ottobre o limitare numericamente la caccia agli uccelli acquatici (come le anatre) e alle specie oggetto di ripopolamento (come lepri e fagiani), vietare per due anni la caccia nelle zone colpite da incendi.

Ma tutti gli appelli sono caduti nel vuoto, poichè le doppiette sono tornate a sparare. Non si tratta del vero e proprio inizio della stagione venatoria, previsto per il terzo weekend di settembre, ma è la cosiddetta «pre-apertura». Non si potrà, però, cacciare in Abruzzo (dove si inizierà il primo ottobre), Liguria, Valle D’Aosta e nelle province autonome di Bolzano e di Trento. In Lombardia, invece, sarà consentito solo nel Bresciano. Ogni Regione si è data regole diverse sia per le giornate, sia per gli orari che per le specie cacciabili. Limitazioni che non soddisfano le associazioni ambientaliste e animaliste.

di Terra Nuova

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