Nuove e vecchie conoscenze per un'agricoltura del futuro

Si è svolto a Riva del Garda (Trento) il seminario “Nuove e vecchie conoscenze per un'agricoltura del futuro”, dedicato alle nuove frontiere dell'agricoltura biologica

10 Febbraio 2005

Nel mondo della medicina e della biologia, e quindi anche dell'agricoltura - ha esordito il prof. E. Del Giudice fisico teorico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - si scontrano oggi due tendenze. La prima, ancora maggioritaria, studia il funzionamento della materia vivente a partire dalle proprietà locali delle singole molecole. In questa visione, una data caratteristica fisiologica (ad esempio, una certa malattia delle piante) appare o scompare come conseguenza della presenza o assenza di una data molecola in un dato sito. Di qui i grandi programmi di ingegneria genetica e di farmacologia, fondati sui progressi della biochimica. La seconda tendenza, minoritaria, anche se in crescita, considera le proprietà "collettive" della materia vivente. Questa seconda tendenza mette perciò al centro della biologia la cooperatività dei componenti elementari, che nella materia vivente si trovano integrati in strutture coerenti. 

Piante ed omeopatia 
Il secondo intervento è stato effettuato dalla professoressa L. Betti (Dipartimento di scienze e tecnologie agro-ambientali - Area patologia vegetale - Università di Bologna) e dal professor F. Borghini (Dipartimento di scienze biomediche - Università di Chieti-Pescara) sul tema: "Sensibilità delle piante ai preparati omeopatici ed ai campi elettromagnetici a debole intensità". Pezzo forte della relazione, il confronto tra una coltivazione di grano convenzionale e una biodinamica (tre livelli di concimazione e un testimone). Dal punto di vista fitopatologico, nella parcella biodimamica gli attacchi parassitari sono stati assenti, limitati nel testimone e notevoli nel chimico. La produzione di paglia è stata superiore nelle parcelle condotte con il metodo di agricoltura convenzionale, mentre la resa in granella è stata simile in tutte e tre le tesi. Sono stati illustrati anche i risultati di una sperimentazione di laboratorio effettuati con preparati omeopatici e con induzioni elettromagnetiche (trattamenti con microonde non termiche e con campi elettromagnetici a bassa intensità sotto soglia ponderale). In particolare, sono stati studiati gli effetti della germinazione e della crescita di semi di grano, la germinazione in vitro del polline e la resistenza della pianta di tabacco al virus. I risultati ottenuti dalla germinazione del grano in scatola petri, trattato con l'arsenico omeopatico DH 45, hanno evidenziato un incremento significativo rispetto al testimone; risultati analoghi ha dato l'acqua dinamizzata (acqua diluita con acqua e dinamizzata come si usa in omeopatia). 

Negli esperimenti effettuati è stata evitata ogni possibile influenza psicologica da parte dei ricercatori, in quanto tutte le tesi erano siglate e la legenda era conosciuta solo da una persona esterna alla ricerca che solo al momento dell'elaborazione statistica conosceva quali erano le varie tesi. Non ci sono mai stati risultati eclatanti, ma le differenze rispetto al testimone sono sempre state tra il 10-20%. Gli esperimenti, ripetuti anche da un istituto di ricerca Svizzero, hanno confermato che la sensibilità dei vegetali a stimoli sottosoglia, d'origine omeopatica o elettromagnetica, danno risultati simili. Agricoltura vibrazionale Il terzo intervento è stato effettuato dall'ingegnere. Hubert Bosch e dal dottor Enrico Accorsi (Humus - Sarsina - FC) sul tema dell''agricoltura vibrazionale. Presentando i risultati del gruppo di ricerca Cosmonda, i due studiosi hanno ricordato che il concetto di vibrazione si trova in molte antiche culture, come in quella tibetana, dove da sempre si utilizza la forza della vibrazione dei mantra. D'altra parte sua. Lo studioso statunitense, Rupert Sheldrake ha ipotizzato da tempo la presenza di campi morfogenetici, in grado di condizionare la formazione della materia sia vivente sia non vivente. Secondo tale teoria, la prima volta che viene generata una sostanza, si crea un campo morfogenetico che sintetizza prima lentamente e successivamente velocemente la nuova molecola. 

di Michele Morten

Nuove e vecchie conoscenze per un’agricoltura del futuro
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