Nasce la passata di pomodoro certificata "NoCap", niente caporalato

È stata prodotta in provincia di Potenza e sulla confezione reca ora il certificato tico dell'associazione "NoCap" che attesta come il pomodoro sia stato coltivato, raccolto e trasformato senza sfruttamente né caporalato. L'iniziativa ha come protagonista l'omonima associazione fondata da Yvan Sagnet.

14 Ottobre 2018

L’associazione NoCap, presieduta da Yvan Sagnet, ha eseguito la sua prima attività di controllo nell’ambito della certificazione etica presso le aziende agricole al fine di controllare la qualità del lavoro e del prodotto. Nasce, quindi, la passata di pomodoro etico NoCap.

«La raccolta è stata eseguita da braccianti agricoli extracomunitari muniti di regolare documentazione di soggiorno e con regolare contratto di lavoro, e quindi in condizioni sanitarie idonee, registrato su modello unilav ed il loro trasporto da casa al campo è avvenuto con mezzi idonei e regolari - spiegano dall'associazione - Inoltre gli stessi operai vivono in appartamenti dignitosi in totale regolarità. Dopo la raccolta del pomodoro il prodotto è stato trasformato, imbottigliato ed etichettato con il bollino etico NoCap oltre alle classiche informazioni obbligatorie per legge poste sulle etichette dei prodotti alimentari».

I passaggi

«I soggetti coinvolti in quest’esperienza sono stati: l’associazione NoCap, il Centro di Documentazione Assoc. Michele Mancino, l’azienda agricola Giuseppe Vignola e l’azienda conserviera Biologica Vignola, l’Arci Basilicata, il sindacato degli agricoltori “Altragricoltura” e i braccianti agricoli» spiegano ancora dall'associazione e illustrano i vari passaggi della filiera che sono i seguenti:

-L’Associazione NoCap tramite i suoi esperti ha condotto attività di controllo e verifiche presso le aziende coinvolte in questa filiera produttiva con l’intento di accertarsi che tutte le disposizioni e norme in materia di lavoro e sicurezza siano rispettate e applicate secondo le normative nazionali ed internazionali.

-Il Centro di Documentazione Associazione Michele Mancini presieduto da Gervasio Ungolo è stato il produttore delle passate nonché il datore di lavoro che assunto con contratti regolari i braccianti agricolo.

-L’Associazione Arci Basilicata presieduta da Paolo Pesacane è quella che attraverso le sue strutture di accoglienza ha ospitato i lavoratori dandogli una accoglienza dignitosa evitandogli l’inferno dei ghetti.

-L’azienda agricola “Giuseppe Vignola” è il proprietario del campo di pomodori in località Grassano dove si è svolto l’attività lavorativa.

-L’azienda “Biologica Vignola” è il conservificio dove i pomodori sono stati trasformati e imbottigliati.

È possibile acquistare questa passata presso l’Associazione Michele Mancino all’indirizzo: Largo Caprone, 10 – G261 – Palazzo San Gervasio, Cap 85026. Tel: 097245213, cell: 320-1824510. Oppure si possono seguire il sito web e la pagina Facebook del'associazione per essere aggiornati sulle date degli eventi in cui sarà possibile trovarla.

Chi è Sagnet

Jean Pierre Yvan Sagnet arriva in Italia nel 2007, cerca lavoro e nell’estate del 2011 arriva a Nardò nella masseria Boncuri dove incontrerà altri braccianti per la raccolta del pomodoro. Yvan scopre così il mondo del caporalato. Denuncia i vertici dell'organizzazione e da lì si arriva al processo e alle condanne di primo grado. Fonda poi l'associazione NoCap per tutelare i diritti dei lavoratori ed evitare lo sfruttamento del caporalato.

di Terra Nuova

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