Luigi Veronelli e la “rivoluzione enologica”

Combinava l'aristocrazia dei sapori e le mura “graffitate” e urlanti dei centri sociali. Luigi Veronelli ed il progetto-movimento radicale Terra e libertà/Critical wine

10 Febbraio 2005

Spendere e consumare il meno possibile, per "non essere complici", è una parola d'ordine che ho sentito diverse volte in alcuni ambienti no-global. In riposta mi sono spesso chiesto se chi limita i consumi all'essenziale non rischi di fare una vita grama e se invece non sia più intelligente, semplicemente, consumare bene. 
Luigi Veronelli -filosofo di formazione, personaggio televisivo negli anni '60 e '70 e soprattutto satrapo dell'enologia italiana- lascia ai militanti di Terra e libertà/Critical wine - e a chiunque la ritenga valida - una cultura radicale della produzione e del consumo di qualità, fondata sulla valorizzazione di saperi e sapori della vita, della sensualità del cibo e del vino e del rapporto, pur produttivo, con la terra. 

Contro la mcdonalizzazione del gusto 
È sufficiente dare un'occhiata ai testi della Veronelli Editore, celebre per le annuali guide-oro ai ristoranti ed ai vini o alla rivista patinata Veronelli EV, per rendersi conto che, tra tutti i filosofi, Epicuro era senz'altro il preferito dell'enologo movimentista. Del resto, se esiste un vettore rivoluzionario, questo è proprio il piacere (il mondo è stato trasformato più dalla Summer of love che dall'Autonomia operaia), in particolare se foriero di una "sensibilità planetaria", per usare un'espressione che sottotila il libro Terra e libertà/Critical wine pubblicato da Deriveapprodi . Difatti lo sviluppo di questo genere di sensibilità, in ambiente "contadino", avrebbe la funzione di liberare l'agricoltura dalle scorie del localismo, per farne un importante e "raffinato" soggetto di trasformazione sociale. Il progetto-movimento Terra e libertà/Critical wine è esplicitamente attivo da circa due anni soprattutto negli ambienti dell'autogestione, dove organizza iniziative controculturali e conviviali coinvolgendo un numero crescente di agricoltori. Il punto di partenza della sua critica radicale è la denuncia del degrado dei saperi/sapori - il cui massimo paradigma è la mcdonalizzazione del gusto, con sandwichs, patatine e coca-cola identiche a Rio de Janeiro, Oslo e Singapore -, una pericolosa china per fare della globalizzazione una macro-fucina di replicanti di plastica, per arrivare ad un annichilimento dell'uomo iniziando ad annichilire, sistematicamente, la sua sensorialità. A fronte di questo, la strategia di Veronelli e del progetto-movimento non vuole essere cervellotica né pauperista o primitivista ("non intendiamo certo aderire alle stoltezze di chi intende rinverdire il mito di un'agricoltura contadina priva di macchine e piena di sudore" si legge su Terra e libertà/Critical wine) ma "finemente sanguigna", da giocarsi sul terreno non della "stretta" politica ma delle modalità di esistere e degli stili di vita. Una nuova contadinità In guerra aperta con il gigantismo industriale, effetto dell'economia drogata delle multinazionali che crea soprattutto diseconomie e che, con la politica degli Ogm, si rende ogni giorno più responsabile di crimini contro la terra e l'umanità, i militanti di Terra e libertà/Critical wine si stanno anche attivando a realizzare i presupposti per una nuova contadinità. 

I principi-guida sono l'alta qualità e tracciabilità dei prodotti e dei prezzi, la cura della biodiversità e delle relazioni sociali e produttive, in particolare tra proprietari e salariati, che si instaurano sulla terra. In questo senso credo si possa parlare di una proposta di "ecologismo integrale", che affianchi al rispetto per l'ambiente naturale quello per l'uomo che lo abita e ne fa imprescindibilmente parte. In appoggio a questa nuova contadinità - emancipata, culturalmente cosmopolita, "utopica" se vogliamo - un ruolo fondamentale dovrebbe essere svolto dalle realtà comunali. Lo spirito del progetto-movimento, infatti, è quello, dal sapore squisitamente post-moderno, di agire localmente pur pensando globalmente. Prezzo sorgente Concretamente Terra e libertà/Critical wine propone la certificazione comunale (De.Co: denominazioni comunali).

di Manuel Olivares

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