L'ultimo ulivo: un nuovo modello intensivo devasterà la Puglia...

Addio ulivi monumentali, imponenti custodi di una terra che ha fatto dell’olio la propria vita. Al loro posto fitti filari di ulivi mignon, stretti, fragili, bersaglio della chimica e altamente bisognosi di acqua. È il modello spagnolo che avanza e che travolgerà la Puglia, dopo che l'affaire xylella avrà fatto tabula rasa. E quel modello intensivo arriverà insieme ai suoi vitigni, alle sue serre, alle produzioni ad alta densità e al suo strascico di devastazione.

15 Giugno 2019

Una nuova olivicoltura, sostenuta da una pioggia di finanziamenti pubblici, sta sbarcando in Puglia. Le cultivar favorite sono Leccino e FS17 (Favolosa) perché, si legge in un documento ufficiale dell’Osservatorio fitosanitario, resistenti a Xylella fastidiosa. In particolare la Favolosa, una varietà brevettata: veloce nel fruttificare, idonea a impianti ad alta densità e alla raccolta meccanizzata. Perfetta, a parole. Perché nella pratica lo stesso Osservatorio ci tiene a precisare che su queste cultivar “non si hanno ancora a disposizione dati riferiti al lungo periodo, sia in tenuta della resistenza nel tempo che in termini di produttività”. Come a dire: piantatele, ma sappiate che non vi sono prove che ne attestino l’effettiva resistenza. Insomma, ben poche certezze a fronte di tante evidenti criticità.

Gli impianti intensivi, infatti, non sono solo più costosi dei tradizionali, ma anche più vulnerabili, più suscettibili a freddo, vento e siccità, più esigenti riguardo agli input chimici, agli investimenti in macchinari e, soprattutto, ai bisogni di acqua: una risorsa tanto preziosa quanto carente nella regione in cui questo modello si vorrebbe imporre(3)3. Specialmente in Salento, una zona caratterizzata da un clima semi-arido, con scarse precipitazioni e una ridotta disponibilità idrica, in cui le falde sono compromesse, i suoli inquinati e privi di sostanza organica. Una terra già ora a rischio desertificazione che, con un’agricoltura intensiva, sarebbe definitivamente distrutta.

Anche per questo e per denunciare i retroscena dell'Affaire Xylella si è tenuta a Bari una manifestazione di protesta venerdì 14 giugno che ha visto una grande mobilitazione.

È, dunque, questa la devastazione che attende la Puglia...

Un ampio dossier approfondisce il problema, è a firma di Elena Tioli e lo trovate sul numero di giugno del mensile Terra Nuova, disponibile QUI .

di Terra Nuova


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