Il Tar conferma: «Vigneto abusivo vicino all'asilo va espiantato»

È ufficiale: in mancanza di una convenzione col Comune, il vigneto abusivo sorto accanto alla Scuola dell’Infanzia di San Giacomo va espiantato. A confermarlo è stato il Tar del Veneto, il quale ha emesso la sentenza definitiva sulla questione del vigneto, nata oltre un anno fa, e che toccava da vicino la salute dei bambini a causa dell'esposizione ai pesticidi.

21 Febbraio 2020

È ufficiale: in mancanza di una convenzione col Comune, il vigneto abusivo sorto accanto alla Scuola dell’Infanzia di San Giacomo va espiantato. A confermarlo è stato il Tar del Veneto, il quale ha emesso la sentenza definitiva sulla questione del vigneto, «vicenda nata oltre un anno fa, che ora trova un punto di svolta definitivo: o la proprietà firmerà una convenzione col Comune sulla parte di vigneto piantata nella zona F, o dovrà procedere all'espianto» spiega l'associazione Navdanya International.

«La sentenza dà ragione ai genitori dei bambini che frequentano l'asilo, che fin dall'inizio si sono battuti per tutelare la salute dei propri figli e che ora continueranno a vigilare perché nella convenzione non venga fatto nessuno sconto a chi, illegittimamente, ha continuato a lavorare in quel vigneto per tutti questi mesi, ignorando le varie ordinanze emesse dal Comune» spiega Navdanya, che ricorda come fosse sentito il problema dell'esposizione dei bambini ai pesticidi per le coltivazioni.

«È con grande soddisfazione che noi genitori dei bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia di San Giacomo abbiamo appreso la sentenza del Tar del Veneto, che ha respinto in buona parte il ricorso della proprietà del vigneto piantato abusivamente accanto all'asilo dei nostri figli - commentano i genitori - Finalmente ha vinto la tutela della salute dei bambini, che sono il nostro futuro e la nostra speranza. Ora confidiamo nel sindaco Miatto perché esegua quanto ordinato dal giudice. Le strade percorribili sono due: o l'amministrazione procede con l'espianto, come ordinato dal giudice del Tar  o la proprietà firma col Comune una convenzione rigida ed ispirata alla delibera di Giunta dello scorso gennaio, che prevede il mantenimento del carattere pubblicistico della zona F. Una convenzione blindata, senza sconti né sotterfugi, a tutela dei bambini e a vantaggio della collettività».

Questi, secondo i genitori, i punti fermi per una convenzione seria e accettabile per la zona F: piantumazione di barbatelle piwi, che necessitano di quasi nessun trattamento; biologico certificato su tutto il vigneto; piantumazione di una siepe adeguata al contenimento della deriva dei fitofarmaci, non come quella attualmente presente; recepimento di tutte le indicazioni date dall'Ulss nella lettera dello scorso marzo; dare un valore "sociale" a quel vigneto.

"Resta infatti il nodo spinoso dell'indirizzo pubblicistico che contraddistingue la zona F2 - rilevano i genitori - Con il sindaco avevamo elaborato un'idea che sembrava molto buona, e che lo stesso Miatto aveva definito una proposta intelligente.  Avevamo infatti chiesto che, a parità di costi e professionalità, la proprietà si impegnasse a preferire le cooperative sociali del territorio vittoriese per le operazioni di potatura e/o vendemmia. In questo modo quel vigneto sarebbe diventato occasione di arricchimento e crescita per il tessuto sociale della nostra città, senza intaccare in alcun modo il guadagno della Tenuta Agricola San Martino. Se la proprietà,  l'avvocato o chiunque altro presentasse una soluzione diversa, ma in linea con quanto stabilito dal TAR, saremmo disposti a valutarla, ma senza la componente pubblicistica c'è il serio rischio che la convenzione risulti illegittima, e si vada a vanificare la parte, ben più importante, legata alla tutela della salute dei nostri figli".

I genitori stanno valutando attentamente la sentenza anche nella misura in cui ha accolto il ricorso della proprietà. "Ciò che pare immediatamente evidente è che la Regione deve tirare fuori la testa da sotto la sabbia - affermano con forza -  È necessario che essa intervenga con una normativa regionale valida per tutti i Comuni, perché è inutile lasciare ampia autonomia ai sindaci se poi questi si trovano le mani legate in quanto i loro provvedimenti possono essere impugnati da chiunque! Solo una legge regionale potrebbe risolvere definitivamente la questione senza che nessuno possa fare ricorso. È inutile che il presidente Zaia e l'assessore Pan continuino a fare proclami sulla necessità di evitare nuovi impianti di vigneti vicino ad aree sensibili, se poi non fanno nulla di concreto perché ciò avvenga. Le prese di posizione non bastano, servono le leggi! ".

Si attende di sapere se la proprietà farà ricorso al Consiglio di Stato contro tale sentenza, ma, anche su questo, i genitori hanno le idee ben chiare: "Che facciano pure ricorso, basta che siano consapevoli che, mentre aspetteremo che il Consiglio di Stato si pronunci, non accetteremo assolutamente che entrino nel vigneto per fare delle lavorazioni. E ci aspettiamo che, in tal caso, il sindaco Miatto dia esecuzione alla sentenza del Tar, procedendo all'espianto di tutto il vigneto ricadente nella zona F".

di Terra Nuova

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