Tutti gli interventi da fare a Febbraio nell'orto

Siamo in pieno inverno ma nell'orto si inizia a pensare alla prossima primavera? Programmiamo coltivazioni che consentano di mantenere la biodiversità.

01 Febbraio 2019
Tutti gli interventi da fare a Febbraio nell'orto. Agricoltura

Coltivazioni biodiverse

La coltivazione di specie e varietà di fiori e di ortaggi in via di estinzione offre un grande contributo al mantenimento della biodiversità rurale e permette di godere di piante che sono quasi impossibili da trovare nei circuiti di vendita tradizionali.
Spesso chi si dedica a queste coltivazioni si produce da solo le sementi, ma anche chi non lo fa oggi può reperire i semi in modo abbastanza semplice partecipando alle reti dei seed savers o approvvigionandosi presso ditte sementiere specializzate che offrono le loro rarità online.

Un altro modo, spesso meno costoso, è quello di individuare le sementi di categoria standard (cioè non ibride) offerte da produttori e rivenditori non specializzati. Ecco qualche esempio di vecchie varietà standard disponibili nei cataloghi di sementi biologiche: barbabietola di Chioggia, cetriolo Tortarello barese, pomodoro Principe Borghese, pisello mezza rama Senatore, rapa Bianca piatta quarantina, cavolfiore verde di Macerata, peperone dolce Friggitello. E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Naturalmente è meglio dare la preferenza alle varietà locali, ma nella scelta intervengono anche altri fattori: la rusticità della pianta, il gusto personale, il desiderio di coltivare fiori o ortaggi che ricordano l’infanzia o la casa lontana.

Un posto per le piantine

Reperire piantine da trapianto di queste varietà è invece molto difficile. Per risolvere questo problema ed evitare la semina diretta in campo, che presenta sempre rischi maggiori a causa della competizione con le erbe spontanee, è possibile predisporre un semenzaio, cioè un vivaio, riscaldato e illuminato dal sole, da utilizzare per produrre piantine adatte ai trapianti.

Un semenzaio si compone di un telaio in legno o ferro, chiuso da una lastra di vetro o di plastica trasparente o da uno o più fogli di polietilene trasparente. La copertura permette di sfruttare l’effetto serra per scaldare e mantenere il calore all’interno del semenzaio stesso.
Questa struttura va collocata in un luogo riparato dai venti freddi, se possibile a ridosso di un muro esposto a sud. Il cassone può essere riempito per intero di terriccio sul quale si semina direttamente per ottenere piante da trapiantare «a radice nuda». Spesso, però, nel cassone si collocano vasetti, singoli o multipli, riempiti a loro volta di terriccio fino a qualche centimetro dal bordo (si possono riciclare anche quelli degli yogurt, provvedendo a forarli nella parte inferiore) per ottenere piante da trapiantare «con pane di terra».

I semi vanno posti in superficie e poi ricoperti di uno strato di terriccio mediamente doppio rispetto alla grossezza del seme, ma quando i semi sono molto piccoli si può anche evitare la copertura.
Il terriccio va mantenuto umido annaffiando ripetutamente con piccole dosi di acqua. Così il semenzaio accelera il germogliamento delle piante che sono pronte per essere trapiantate dopo qualche settimana.

Attenzione al caldo

È importante tenere sotto controllo le temperature del vivaio perché nelle giornate calde e soleggiate potrebbero raggiungere valori così elevati da causare la morte delle piantine oppure ritardi nel loro sviluppo, crescite stentate e precoce messa a seme.
Quando c’è il sole, quindi, anche se l’aria è ancora fredda bisogna ricordarsi di aprire parzialmente o totalmente il semenzaio, soprattutto nelle ore centrali della giornata.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Febbraio 2019

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