Sex revolution

Riscoprire la forza di emozioni e sentimenti, e liberarsi del falso mito della prestazione e del corpo perfetto: è questa la vera rivoluzione a cui possiamo aspirare quando si tratta di sessualità e amore. Parola di Marialessandra Panozzo, ginecologa e psicoterapeuta.

19 Marzo 2019
Sex revolution. Sessualità

Innamoramento, sesso e amore: ingredienti perfetti per una perfetta… rivoluzione. «Sì, proprio così, per una rivoluzione. Perché c’è tanta potenza in questo mix da trasformare chiunque, da sovvertire ogni ipocrisia, da innescare quell’evoluzione positiva che porta persone e coppie alla coscienza e conoscenza profonda di se stessi».

Marialessandra Panozzo è grande sostenitrice di questa tesi, di cui trova conferma ogni giorno nella sua esperienza clinica di ginecologa e psicoterapeuta.
«Forse sarà proprio per questo che il mercato si è appropriato del sesso, inghiottendolo, macinandolo e restituendocelo banalizzato, svilito e massacrato?» si chiede provocatoriamente la dottoressa Panozzo, che espone le sue riflessioni nel libro Il corpo, il sesso, l’amore (Terra Nuova Edizioni), di recentissima uscita.
«Viviamo in una società e in un sistema che ha banalizzato la potenza della sessualità, dell’amore, dell’intimità profonda; così, riducendo tutto ad atto estetico e a una prestazione, lo si sminuisce, gli si toglie la valenza rivoluzionaria e trasformativa, caratteristiche che ovviamente non sono funzionali a un sistema dove tutti devono sottostare alle medesime regole di consumo e di soggezione, dove è meglio che nessuno si evolva e vada avanti nella consapevolezza».

L’inganno è persino doppio: «Il sesso mercificato viene così instancabilmente ostentato che tutti pensano di conoscerlo benissimo, mentre invece non è così. In una cultura come la nostra, in cui la sessualità è continuamente esposta, usata e urlata come fosse soltanto un bene di consumo, alle donne e agli uomini viene a mancare il contatto con i propri sentimenti, con la delicatezza dei propri genitali, con le sfumature della propria anima sessuale. La sessualità, quella emotiva, ci è spesso totalmente sconosciuta: non sappiamo abbastanza del nostro corpo e nemmeno del nostro cuore».

Le dinamiche di coppia

«Il sesso è sicuramente la parte più intima e privata della coppia e, ovviamente, il momento di contatto più profondo. Quindi, accade che spesso proprio lì emergano problematiche che sono il risultato di dinamiche di coppia tralasciate, ignorate, irrisolte» spiega la dottoressa Panozzo. «Ci sono, ad esempio, situazioni in cui gli uomini hanno problemi di erezione. Si pensi a rapporti di coppia dove le donne sono troppo aggressive, o le mogli troppo invadenti. In queste situazioni, minando il ruolo maschile, la donna finisce con influenzare la potenza sessuale del partner. Ugualmente, nelle donne possono esserci vaginiti o altri disturbi simili che appaiono solo nel momento del rapporto sessuale e sono dunque indici di eccessive tensioni e scarsa armonia e intesa».

La sessualità può rappresentare, quindi, un sintomo in cui facilmente si esprimono le difficoltà in cui versa la coppia.
«In questi casi, il corpo parla e chiede di essere ascoltato per risolvere una sofferenza più profonda, una sofferenza dell’anima. Certo, esistono anche coppie, benché poche, che di comune accordo decidono che in quel preciso momento della loro vita non c’è interesse o energia per il sesso e quindi stanno bene così. Può accadere, non ci sono ricette e regole inscalfibili; ma si tratta di condizioni rare».

La sessualità è come una piantina…

«Alle coppie che esprimono la loro sofferenza con segnali chiari, io dico sempre che la sessualità è come una piantina; va curata, le va dato spazio, vanno usati i fertilizzanti giusti, vanno tagliati i rametti secchi, poiché se non la curiamo diventa stentata, potrebbe addirittura morire. Allora occorre dedicarle attenzione; vanno trovati momenti di intimità, va cercata e creata la possibilità di uscire da soli senza i figli almeno una volta alla settimana, servono momenti durante i quali si fanno cose insieme, anche legate al corpo, come lo sport, le passeggiate; condividere i corpi in attività piacevoli lascia spazio per far nascere anche il desiderio sessuale. È difficile pensare che la voglia di far l’amore nasca all’improvviso, senza un “prima”, senza un contesto, magari la sera tardi dopo una giornata estenuante. È come un raccolto: bisogna seminare e prendersene cura per goderne i frutti».

Il maschile e il femminile

Non vanno ovviamente trascurate le differenze esistenti tra l’uomo e la donna nel modo in cui la sessualità viene vissuta e si manifesta, ma «io la vedo come una ricchezza e ben venga» prosegue la dottoressa Panozzo. «È come l’armonia di una coppia che danza: l’uomo conduce ma è la donna a dare un tocco di creatività, l’uomo mantiene i passi ben diretti ma è la donna che porta quel qualcosa in più che fa vincere la gara di ballo. Ebbene, anche nella sessualità di solito funziona così. La determinazione sessuale maschile, che molte donne definiscono un’ossessione, è molto importante perché noi donne ci perdiamo facilmente: la nostra sessualità è facilmente sopraffatta dal carico di responsabilità che abbiamo sulle spalle: la casa, i figli, le mille incombenze quotidiane. Avere l’uomo che ci riporta alla fisicità in maniera semplice e diretta ci consente di continuare a esistere come femmine; quindi, non va negata l’utilità di questa esigenza che l’uomo manifesta a volte in modo pressante. Nelle coppie in cui l’uomo non chiede, le donne soffrono; spesso ci lamentiamo se siamo cercate troppo, ma possiamo stare molto male se non veniamo cercate affatto. La strategia vincente è avere una buona condivisione e mettere insieme le diverse esigenze e nature, il ritmo e la frequenza per l’uomo, l’intimità e l’atmosfera per la donna».

Le fasi della vita

Poi ci sono da considerare i mutamenti fisiologici legati alle varie fasi della vita, gli equilibri ormonali che si modificano, l’emotività vissuta diversamente. «È ovvio che quando arrivano menopausa o andropausa l’esperienza sessuale cambia: via via che invecchiamo si modificano le condizioni ormonali» prosegue Marialessandra Panozzo. «Gli uomini hanno meno fantasie ed erezioni, la donna ha un’esigenza minore di orgasmo o piacere sessuale. Ma sarebbe sbagliato pensare che tutto si riduca ineluttabilmente a questo, le situazioni cambiano molto da persona a persona. Quando ci sono innamoramento e passione, a qualsiasi età, può accadere di tutto. Per esempio, mi è capitato di conoscere e seguire una sessantacinquenne innamorata che, proprio a seguito della rinnovata passione, ha avuto una sorta di “ripartenza in quarta” degli ormoni, le era persino cresciuto il seno e non aveva più alcun problema di lubrificazione. E magari invece ci sono trentenni che, malgrado la giovane età, non hanno voglia nemmeno di provarci. Ciò che, secondo me, più uccide la sessualità è la noia, e anche la superficialità, e questo vale in tutte le fasi della vita. Tutto ciò che è nuovo, che possiamo creare con il nostro partner, non necessariamente cambiandolo, può far rivivere l’amore. Insomma, bisogna educarsi e rieducarsi per tutta la vita all’emotività e al sentimento nella sessualità».

Nelle scuole

La dottoressa Panozzo è poi convintissima che oggi ci sia quanto mai bisogno di portare nelle scuole, ai ragazzi, una rinnovata e più profonda visione del sesso e dei sentimenti, «proprio perché poi possano essere adulti consapevoli, maturi, emotivamente solidi e non in balìa della sessualità proposta come merce o prestazione».

Come detto, nella pseudo-cultura di oggi, «il sesso va bene solo se diventa merce, se è utile a finalizzare un guadagno, perché i prodotti si vendono se ci sono una donna nuda o un uomo che mostra i muscoli. I ragazzi nascono e crescono immersi in questo continuo impulso, mentre è tutt’altra cosa parlare di sessualità quando si coinvolgono le emozioni; è questo che ci fa comprendere la ricchezza profonda che possiamo custodire e alimentare ed è questo che bisognerebbe portare e insegnare nelle scuole.

Certo, passare ai ragazzi il giusto messaggio di una sessualità vissuta con amore è molto più difficile che non permettere loro di farsi un’idea guardando la pornografia sul web. Ma è anche molto più “pericoloso” per il sistema e la società, perché quando una persona è davvero innamorata e profondamente salda nella sua emotività, magari deciderà di non rispettare regole imposte che non ritiene giuste o che ritiene ipocrite.
Magari avrà la forza per spezzare il meccanismo del "consuma e getta" e troverà dentro di sé la forza di trasformare se stesso e ciò che gli sta intorno. E magari vedrà con occhi nuovi e critici la grande truffa della prestazione sessuale a ogni costo, che fa nascere tanti complessi e tanta paura nelle persone, che finiscono per non sentirsi mai all’altezza di ciò che vedono sui manifesti, nei video o in tv».

La sessualità, dunque, è parte della nostra vita «e della nostra essenza estremamente complessa, ricca, colorata, sfumata e difficile da definire e da catalogare» aggiunge la dottoressa Panozzo.
«E come tutto ciò che è importante per noi, il sesso non può essere definito in base a criteri sociali né chiuso in schemi rigidi. Non esiste nulla che sia di per sé sbagliato o giusto; esiste, invece, un sentire individuale che nasce dai nostri cromosomi, dai genitori che abbiamo avuto, dalle esperienze fatte, dalla sensibilità che la natura ci ha dato, dalla forma del nostro corpo, dal contesto che abbiamo intorno. Accettare il bello di tutta questa diversità che ci circonda e che è dentro di noi penso sia il modo più facile per essere felici.
Largo, dunque, alla consapevolezza, che ci permette di coltivare una matura autodeterminazione sessuale ed emotiva. Allora i corpi scelgono insieme il ritmo e i bisogni nel momento, forti di una condivisione profonda di anime e dell’ascolto reciproco. E la mia speranza è che si ritrovi la voglia e l’energia per fare all’amore di più, con la libertà e la fantasia con cui sarebbe auspicabile che ciascuno di noi vivesse la propria vita».

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Febbraio 2019

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