Decalogo per una speleologia sostenibile

Le indicazioni per praticare la speleologia senza danneggiare l'ambiente.

14 Aprile 2019
Decalogo per una speleologia sostenibile. Ecosostenibilità

1. LE GROTTE SONO FRAGILI Non esistono criteri di valutazione sulla fragilità biologica di una grotta. Ma lo speleologo deve considerare tali le grotte inesplorate, quelle con correnti d’aria non percettibili, con poco scorrimento d’acqua e con intensa attività biologica.

2. LA GROTTA NON È UN WC Il rispetto dell’ambiente è una priorità.
Per questo nessun rifiuto deve essere abbandonato, neppure quello prodotto dal nostro corpo. Rispetto alla discesa è quindi opportuno anticipare (o posticipare) ogni bisogno fisiologico.

3. L’IMPORTANTE È BERE Limitare l’abbandono dei rifiuti in grotta non significa dover rinunciare alla propria idratazione. È infatti raccomandabile bere adeguatamente (ma senza eccedere).

4. LA PULIZIA È TUTTO Per escludere ogni contaminazione, negli ambienti sotterranei è necessario evitare l’utilizzo del legno, ma anche di materiali e attrezzature che non siano state scrupolosamente pulite dopo un precedente utilizzo.

5. LA GROTTA È COME UNA FERRATA Per evitare rifacimenti e tempestate di chiodi, lo speleologo sostenibile utilizza spesso attrezzamenti fissi per rendere minima la propria impronta ecologica. Proprio come se si trattasse di vie ferrate esterne.

6. E LUCE FU La grotta è buia, certo. È quindi necessaria un’adeguata illuminazione, evitando però sistemi ad acetilene (che in molti paesi sono vietati). Meglio alternative elettriche a LED, decisamente più pratiche e meno inquinanti.

7. IL «LIMITE» DELLA RICERCA SCIENTIFICA Durante le ricerche scientifiche devono essere evitati i comportamenti invasivi, limitando i sovra-campionamenti (la raccolta necessita lo studio delle norme, visto che in molti paesi certe raccolte sono proibite) e non lasciando trappole incontrollate (o per tempi troppo lunghi).

8. L’ELOGIO DELLA LENTEZZA Spesso lo speleologo si trova a esplorare luoghi mai visitati. L’esplorazione va quindi vissuta con la calma necessaria (e il conseguente rispetto).

9. FRENARE L’ENTUSIASMO Dimenticare il tutto e subito. In grotta ci sono dettagli che mai nessuno ha notato prima. È quindi necessario aumentare l’attenzione su quello che stiamo guardando. Non c’è niente che non possa essere rimandato alla visita successiva, perché la grotta sarà ancora lì.

10. RISPETTO PER L’ESTERNO L’attività esplorativa e di ricerca non riguarda solo le grotte, ma anche l’ambiente esterno circostante. Occorre preservare le aree naturalistiche e nelle aree protette è necessario adeguarsi alle regolamentazioni esistenti. Da evitare la raccolta di piante protette.

Fonte: Società speleologica italiana

(Foto di Paolo Petrignani/La Venta)

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Aprile 2019

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