Macerato di ortica

Il macerato breve distribuito puro sulle piante allontana gli afidi, la sua azione sembra essere legata alla presenza delle sostanze urticanti nel preparato. Il macerato e l’infuso di ortica non devono essere usati su cavoli e sulle altre crucifere perché attirano la cavolaia. L’impiego è sconsigliato anche in presenza di frutti destinati alla conservazione come la zucca, le mele e le pere, per non pregiudicarne il mantenimento.

13 Marzo 2018
Macerato di ortica

Caratteristiche e habitat

L’ortica è un pianta erbacea perenne, diffusa in tutta Italia. Se toccati, i suoi peli emettono una sostanza che provoca bruciore e prurito a uomini e animali. Appartiene alla famiglia delle Urticacee.

Descrizione e struttura

Alta tra i 50 e i 150 cm ha fusti eretti, parzialmente legnosi alla base, a sezione quadrangolare con spigoli ottusi, ricoperti di peli urticanti. I fusti partono da un rizoma stolonifero cavo e molto ramificato. Le foglie sono ovali e seghettate ai margini, verde scuro nella pagina superiore
e più chiare nella pagina inferiore. I peli urticanti sono presenti su tutta la superficie fogliare comprese le nervature.

I fiori maschili e quelli femminili sono portati da piante distinte (da qui il nome dioica); i secondi sono riuniti in piccole spighe pendenti, mentre quelle maschili restano eretti. L’ortica fiorisce fra giugno e settembre.

Con il termine ortica si identifica anche l’Urtica urens, simile alla dioica, ma di taglia più bassa (fra i 10 e i 60 cm) e con foglie di colore più chiaro e brillante. La urens ha fiori maschili e femminili sulla stessa pianta e provoca un’irritazione più forte rispetto alla dioica.

Areale di diffusione

L’ortica si trova nei campi e nei terreni incolti, spesso in zone umide, ombrose e ricche di azoto. E' frequente la sua presenza vicino alle case e nei luoghi dove c’è una elevata concentrazione di cumuli di letame o dove viene riunito il bestiame al pascolo per la notte.

Principi attivi di riferimento

L’urticante è costituito, fra le altre sostanze, da acetilcolina, serotonina, istamina e acido formico, ma radici e foglie sono ricche anche di acido salicilico, carotene, vitamina C e di sostanze minerali, in particolare azoto, ferro e magnesio.

Parti da usare

Sono impiegati anche i rizomi, le foglie e i fusti dell’U. dioica e dell’U. urens.

Tempo balsamico

E’ preferibile raccogliere foglie e fusti prima della fioritura in primavera.

RICETTA MACERATO BREVE

Le ortiche vanno immerse in un recipiente pieno d’acqua per 12 ore. L’impiego di Urtica urens, in questo caso, migliora l’efficacia
del preparato. Il macerato breve pu. essere usato sulle piante senza diluirlo.

RICETTA MACERATO

In 10 litri d’acqua si immergono 1 chilo di piante fresche o 100 grammi essiccate. Lasciar macerare per 1-2 settimane, avendo cura di mescolare il tutto un paio di volte al giorno. Il macerato di ortica emana un odore intenso e sgradevole, ma l’aggiunta di 10-20 grammi di litotamnio (farina di alghe calcaree) o di bentonite contribuisce a ridurre gli odori. Prima dell’impiego è necessario diluire il macerato in acqua in proporzione di 1 a 10 per evitare ustioni, causate dall’elevato tenore in azoto.

Impiego e indicazioni

Il macerato breve distribuito puro sulle piante allontana gli afidi. La sua azione sembra essere legata alla presenza delle sostanze urticanti nel preparato.

Per una maggiore efficacia è bene eseguire tre trattamenti a distanza di tre giorni uno dall’altro. Il macerato e l’infuso si possono distribuire sulle piante durante la stagione vegetativa che si alterna a quella riproduttiva, utilizzandoli come un vero e proprio concime fogliare, visto il contenuto elevato di azoto, ferro e magnesio presenti. Questa pratica si è dimostrata utile, ad esempio, nel contrastare la clorosi della vite in al cune colture francesi.

Inoltre, l’impiego di macerato o infuso inducono un aumento del contenuto in acido salicilico negli organi della pianta, stimolando le sue difese naturali. Possono essere utilizzati quindi per rafforzare le piante contro crittogame come la bolla del pesco, la peronospora della vite, le peronospore delle solanacee, la ticchiolatura del melo e del pero, e contro parassiti animali come le tignole, la mosca della ciliegia e il ragnetto rosso.

L’infuso ha mostrato un maggiore effetto stimolante delle difese naturali rispetto al macerato. I migliori risultati si ottengono distribuendo sulle piante per tre giorni consecutivi l’infuso o il macerato opportunamente diluiti e ripetendo l’intervento a distanza di due settimane.

Il macerato diluito può essere impiegato anche per bagnare le radici delle piantine prima del trapianto, per accelerarne lo sviluppo e favorire l’attecchimento stimolando la formazione di micorrize. Quest’ultimo effetto è più evidente se nel macerato sono stati aggiunti anche i rizomi dell’ortica.

Per sfruttarne le proprietà concimanti, il macerato, diluito o puro, può essere applicato aggiungendolo all’acqua di irrigazione. Può anche essere integrato al cumulo di compostaggio come nutriente e come bioattivatore, per favorire la trasformazione delle sostanze organiche in compost.

Il macerato e l’infuso di ortica non devono essere usati su cavoli e sulle altre crucifere (cime di rapa, crescione, rapa, ravanello, rucola), perchè attirano la cavolaia. L’impiego è sconsigliato anche in presenza di frutti destinati alla conservazione come la zucca, le mele e le pere, per non pregiudicarne il mantenimento.

Principali parassiti e malattie contrastati

Il macerato breve distribuito puro sulle piante allontana gli afidi. La sua azione sembra essere legata alla presenza delle sostanze urticanti nel preparato.

FRUTTICOLE: afidi (solo macerato breve); coadiuvante nella difesa del pesco dalla bolla, di melo e pero dalla ticchiolatura e dal ragnetto rosso e del ciliegio dalla mosca.

VITE: coadiuvante nella difesa dalla peronospora e dalle tignole.

ORTICOLE: afidi (solo macerato breve), coadiuvante nella difesa del pomodoro e della patata dalla peronospora.

ALTRE COLTURE: afidi sulle ornamentali (solo macerato breve).

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di Terra Nuova


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