Come prendersi cura dell'Anthurium

L'anthurium è una pianta molto bella che adorna in modo splendido le nostre case. Scopriamo come prendercene correttamente cura con il fai da te.

01 Gennaio 2019
Come prendersi cura dell'Anthurium. Giardinaggio fai da te

Come si fa a non amare una pianta che cresce lentamente, gradisce il calore e la scarsa luminosità tipica delle nostre case e i cui fiori durano
per mesi?

L’anturio (Anthurium spp.) è, sotto molti punti di vista, un genere di pianta da fiore perfetta per essere coltivata in ambienti chiusi.
Anche quando non sono fiorite, le sue foglie a forma di cuore sono davvero affascinanti. Infatti alcune specie, in particolare A. crystallinum, vengono coltivate principalmente per le loro foglie, che sono coriacee, sempreverdi e lucide, sostenute da rigidi peduncoli e in grado di ruotare leggermente per rivolgersi al sole. La parte più appariscente della loro infiorescenza è la grande e colorata spata a forma di cucchiaio che avvolge uno spadice cilindrico ricoperto di minuscoli fiori.

I fiori possono essere di colore rosso acceso, scarlatto, arancione, rosa, lavanda, viola e bianco. I fiori multicolore che presentano spate con “orecchie” verdi sono chiamati obake (“fantasma” in giapponese). I fiori hanno una consistenza piuttosto solida e sembrano quasi di plastica, e questa loro caratteristica è una delle ragioni per cui durano così a lungo, sia sulla pianta (letteralmente per mesi) sia come fiori recisi (tre o quattro settimane in vaso).

I grandi fiori dell’Anthurium andraeanum, che vengono spesso usati nelle composizioni di fiori tropicali, sono prodotti da piante alte fino a 90 cm. L’A. scherzerianum è invece una pianta che diventa larga e alta solo 45 cm e in inglese viene chiamato “pigtail” (ovvero “coda di maiale”) perché il suo spadice è avvolto a spirale come la coda di un maiale. Gli ibridi moderni derivanti dall’A. amnicola, che producono fiori di piccole dimensioni, sono più o meno grandi quanto l’A. scherzerianum, ma il loro spadice è dritto e non arricciato.

Queste piante sono tossiche sia per le persone sia per gli animali e dovrebbero essere collocate in un punto difficile da raggiungere. I loro tessuti contengono cristalli di ossalato di calcio che, se le foglie vengono ingerite, penetrano nei tessuti morbidi delle labbra, della gola e della lingua causando un doloroso gonfiore, salivazione eccessiva e vomito. Se sospettate che una persona o un animale abbia ingerito delle parti di queste piante, o se una persona o un animale mostra sintomi gravi come difficoltà di respirazione, chiamate subito il 118, il centro antiveleni o il veterinario.

CONDIZIONI AMBIENTALI OTTIMALI

LUCE MEDIA. Queste piante fioriscono in maniera ottimale con l’intensa luce proveniente da una finestra esposta a est e filtrata da tende leggere, ma crescono bene anche con la luce ambientale o con la debole luce del cielo o di una finestra esposta a nord. Non dovrebbero mai essere esposte direttamente ai raggi solari, a meno che non siano state acclimatate, perché il loro pesante fogliame si brucia in fretta.

TEMPERATURE MODERATE. 20-25°C di giorno e 15-20°C di notte. Queste piante soffrono se la temperatura scende al di sotto di 15°C.

ABBONDANTE ACQUA. Annaffiate tutte le volte che la parte superficiale del terriccio è asciutta fino a una profondità di 1 cm.

UMIDITÀ. L’anturio ama l’umidità, quindi nebulizzate ogni giorno dell’acqua sulle vostre piante creando una nuvola di vapore con uno spruzzino o un nebulizzatore portatile. Ponete il vaso su un sottovaso o in una bacinella piena d’acqua, assicurandovi che poggi su appositi piedini o ciottoli e quindi che non sia immerso direttamente nell’acqua.

TERRICCIO. Scegliete terriccio universale per piante in vaso contrassegnato dalla dicitura “consentito in agricoltura biologica”, altamente drenante, contenente fertilizzante organico, funghi micorrizici e altri microrganismi benefici.

FERTILIZZANTE. Organico liquido bilanciato. Applicatene metà dose ogni due settimane durante tutto l’anno, in quanto queste piante tendono a fiorire in qualsiasi periodo dell’anno.

INVASATURA. Quando la vostra pianta deve essere rinvasata, trasferitela in un contenitore dal diametro di 5 cm più grande di quello attuale.

PROPAGAZIONE. Queste piante si propagano facilmente mediante talee apicali e di fusto.

PROBLEMI PIÙ COMUNI

Scottature, cocciniglie farinose e necrosi batterica.

___________________________________________________________________________________________________________________________________

Articolo tratto dal libro Curare le piante da appartamento senza veleni

Le fronde delle felci si stanno ingiallendo? I fiori e le foglie della tua begonia preferita mostrano preoccupanti macchie scure? L’orchidea è quasi avvizzita e la rosa sul balcone è piena di pidocchi? Niente paura: seguendo i consigli di questo libro potrai curare e mantenere al meglio le tue piante, senza usare pericolosi prodotti tossici.

In queste pagine troverai tutte le indicazioni per prenderti cura di oltre 140 specie tra piante perenni, bulbose, orchidee, palme, cactus, rampicanti, felci e arbusti. A ognuna di esse è dedicata una scheda dettagliata con le esigenze in tema di luce, acqua, terriccio e cure colturali.

Una sezione specifica del libro è dedicata al riconoscimento dei parassiti e della malattie più comuni e alla loro cura con l’impiego di formulati biologici e naturali come propoli, sapone di Marsiglia, olio di Neem, macerato di ortica e Bacillus thuringiensis.

Un testo indispensabile per tutti gli amanti del verde attenti al benessere delle proprie piante, ma anche al rispetto dell’ambiente.

In OFFERTA SCONTO su www.terranuovalibri.it

 

SFOGLIA UN'ANTEPRIMA DEL LIBRO


di Terra Nuova


Forse ti interessa anche:

Posta un commento