Le cure odontoiatriche nel Sistema Sanitario Nazionale

Quali sono i requisiti per accedere alle cure odontoiatriche garantite dal Sistema Sanitario Nazionale?

31 Gennaio 2019
Le cure odontoiatriche nel Sistema Sanitario Nazionale. Salute naturale

In Italia, ad avere diritto alle cure odontoiatriche garantite dal Servizio Sanitario Nazionale non è la generalità della popolazione.
Possono infatti accedervi, previo pagamento del ticket commisurato al reddito o con l’eventuale esenzione, solo i cittadini che appartengono alle cosiddette fasce di vulnerabilità sanitaria o sociale1.

«Per quanto riguarda la vulnerabilità sanitaria, si tratta dei minori fino a 14 anni, delle donne in gravidanza, di chi presenta patologie particolari, come la labiopalatoschisi, malformazioni facciali congenite, di chi presenta gravi deficit psichici o fisici, dei pazienti oncologici e di chi ha avuto diagnosi di malattie immunitarie, malattie rare e malattie sistemiche» spiega il dottor Paolo Capparè, ricercatore universitario e in forze alla clinica odontoiatrica dell’ospedale San Raffaele di Milano. «Poi ci sono i cittadini in condizioni di vulnerabilità sociale, come i disoccupati, gli invalidi civili di vario grado o chi presenta gravi problematiche socioeconomiche».

Sostanzialmente, a questi pazienti vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza, cioè cura delle carie, visite preventive, cure conservative o anche riabilitative di base, per garantire la funzionalità masticatoria. Per tutti gli altri cittadini, in genere (ma la situazione può variare da Regione a Regione) sono comunque garantite la prima visita previa impegnativa del medico curante e le prestazioni di pronto soccorso, cioè le emergenze, come l’esito di traumi o la gestione di ascessi acuti importanti.

«All’interno degli ospedali, comunque, possono essere offerte anche prestazioni a pagamento, che possono rappresentare un’alternativa agli studi privati ma non rientrano nelle cure previste dal Servizio sanitario nazionale» aggiunge il dottor Capparè.

Le Regioni e anche le singole strutture sanitarie hanno una certa autonomia decisionale in questo ambito. «Per esempio, al San Raffaele abbiamo attivato un servizio che si chiama di solvenza calmierata. Cioè, i pazienti che rientrano nelle fasce di vulnerabilità hanno diritto alle prestazioni con un regime tariffario agevolato a prescindere dalle casistiche elencate dalla normativa nazionale vigente».

Note
1. www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=727&area=Sorriso%20salute&menu=vuoto

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Brano tratto dall'articolo Bocca e salute: c'è il bio-dentista

Leggi l'articolo completo su Terra Nuova Febbraio 2019

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