Gli AGE come ossidanti

Gli AGE, prodotti della glicazione avanzata, agiscono come potenti ossidanti. Ecco come.

20 Marzo 2019
Gli AGE come ossidanti. Salute naturale

Tutti abbiamo sentito parlare dei radicali liberi – quei composti dal nome allarmante che impazzano nell’organismo, creando scompiglio al loro passaggio. Per dirla in modo più scientifico, i radicali liberi sono molecole altamente reattive e instabili che hanno uno o più elettroni spaiati nell’anello esterno. Se ne vanno in giro strappando gli elettroni ad altre molecole, in un processo noto come ossidazione.

Di solito i radicali liberi prendono gli elettroni dalle molecole vicine che ne hanno in abbondanza, così non fanno danni. Ma, in altri casi, attaccano molecole che non hanno elettroni di troppo e che, allora, diventano esse stesse radicali liberi. Questo scambio di elettroni tra molecole è noto come stress ossidativo ed è una parte essenziale di tutte le normali funzioni cellulari – finché è breve e rigidamente controllato. Ma lo stress ossidativo può diventare eccessivo con la costante ed eccessiva abbondanza di radicali liberi. Questo può causare danni a cellule e tessuti, portando alla malattia o all’invecchiamento accelerato.

Cosa c’entrano gli AGE con tutto ciò? Molti di essi agiscono come potenti ossidanti, nel senso che generano radicali liberi, portando a stress ossidativo aumentato o eccessivo.

Quando è “normale” lo stress ossidativo?

Come appena detto, un certo quantitativo di stress ossidativo è normale. La maggior parte delle cellule viventi funziona come una fabbrica, e per avviare i motori dipende dal carburante. Senza quest’ultimo (cioè l’energia) non succede nulla, non avviene nessuna funzione. Ovviamente il carburante del nostro organismo sono i nutrienti del cibo. Quando l’organismo brucia nutrienti c’è un rapidissimo scambio di radicali liberi tra i vari dipartimenti delle cellule, cosa che aiuta a eseguire importanti funzioni quali generare l’energia necessaria (come ATP), ad esempio per la contrazione dei muscoli cardiaci e scheletrici.

Generalmente, lo stress ossidativo è controllato molto bene dalle nostre difese interne. Un certo numero di componenti dell’organismo – i cosiddetti antiossidanti – neutralizza i radicali liberi, impedendo loro di fare danni. Classici esempi di enzimi antiossidanti prodotti dall’organismo sono la catalasi, la superossido-dismutasi e la glutatione-perossidasi. Inoltre, i batteri intestinali sintetizzano vitamine e altre sostanze con proprietà antiossidanti, come la vitamina B12. Esiste una serie di altri importanti fattori protettivi dentro la maggior parte delle cellule – quali SIRT1 e AGER1 – che aiutano a controllare l’eccesso di ossidanti mentre eseguono varie funzioni vitali.
E, ovviamente, i cibi che contengono naturalmente molti antiossidanti, tra cui le vitamine C ed E, l’acido alfalipoico, i carotenoidi, il coenzima Q10, la curcumina e i componenti fenolici.

Quando è pericoloso lo stress ossidativo?

L’organismo può contare su molti antiossidanti per prevenire i danni tessutali, ma essi possono facilmente esaurirsi, per esempio durante un’infezione acuta, oppure quando si riversano grandi quantità di AGE a causa della dieta moderna.

Gli AGE formatisi dall’alimentazione rappresentano una delle principali fonti di ossidanti che interessano l’organismo. Quando reagiscono con le cellule e i tessuti, sono difficili da disgregare ed eliminare. Così persistono a lungo, agendo come ossidanti che assorbono gli antiossidanti.

Con un malaugurato colpo di scena, gli AGE tendono a formarsi più facilmente e velocemente in presenza di troppi ossidanti, portando a un infinito ciclo “più AGE, più ossidazione, più AGE” e così via. Danneggiano l’organismo in modo simile alla ruggine che corrode il metallo. E quando aumentano gli AGE e lo stress ossidativo, aumenta anche l’infiammazione cronica – una condizione che viene collegata a gravi problematiche anch’esse croniche, dal diabete al cancro.

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Articolo tratto dal libro Il segreto della salute

Le alte temperature, tipiche delle cotture alla griglia o alla piastra, degli arrosti e dei fritti in olio profondo, formano dei composti tossici chiamati «prodotti di glicazione avanzata» o AGE, che possono portare a diabete, Alzheimer, obesità, invecchiamento precoce e altre malattie croniche. È questa la scoperta di un gruppo di ricercatori statunitensi, che nel libro spiega in maniera dettagliata che cosa sono gli AGE, come si formano, in quali alimenti sono più numerosi, perché sono tanto diffusi oggi e come difendersi.

Nessun regime alimentare è esente dal rischio AGE, perché ciò che conta non è solo quello che si mangia, ma come viene cotto. Gli autori esaminano quindi le diete più comuni, tra cui quella mediterranea e vegetariana, individuando gli alimenti da evitare e le possibili sostituzioni, e introducendo i metodi di cottura più sani (al vapore, stufati, a pressione...), che è bene prediligere.

Il volume è ricco di informazioni e suggerimenti pratici, tra cui consigli su cosa scegliere quando ci si trova a mangiare fuori. In conclusione è molto utile la selezione di ricette in cui i composti della glicazione sono assenti o molto ridotti. Per vivere più sani, più a lungo, senza rinunciare al gusto.

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di Terra Nuova


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