"Mi abbatto e sono felice": l'impatto zero a teatro

Daniele Ronco dà vita a uno spettacolo teatrale sulla sostenibilità e la decrescita pedalando per un'ora su una bicicletta che fa funzionare la corrente elettrica sul palco. E racconta di chi autoproduce  del mondo di oggi, che ci consuma. Una piece che fa riflettere.

08 Febbraio 2018

Nell’era del benessere, la felicità dell’uomo sembra essere direttamente proporzionale a quanto si produce e si consuma. Questo ha creato una società materialista, afflitta da povertà e disagio, che ha un fortissimo impatto sul pianeta, devastato da inquinamento e surriscaldamento globale. Come si può considerare benessere tutto questo? Se lo è chiesto Daniele Ronco, che con il suo spettacolo vuole far riflettere su come sia possibile, al contrario, essere felici abbattendo il nostro impatto ambientale. Ispirato al Movimento per la decrescita felice fondato da Maurizio Pallante, "Mi abbatto e sono felice" è un monologo a «impatto zero», durante il quale non si utilizza energia elettrica. Lo spettacolo, infatti, si autoalimenta grazie allo sforzo fisico dell’unico attore presente in scena, lo stesso Daniele, che pedala su una bicicletta collegata a una dinamo per tutta la rappresentazione. Durante la sua pedalata, il protagonista racconta la storia del nonno, contadino piemontese che autoproduceva tutto ciò che gli serviva, contrapponendola a due figure stereotipe: il consulente finanziario dedito al consumismo e l’italiano medio che parla solo di calcio. Con tono ironico e provocatorio vengono affrontati molti temi scottanti per dimostrare che si può essere felici superando il timore di pensare fuori dal coro.

Daniele Ronco è direttore dell’associazione culturale Mulino ad Arte, una compagnia teatrale composta da under 35, nata nel 2009.

Per informazioni e date dello spettacolo: www.mulinoadarte.com

di Terra Nuova

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