Freddo e febbre: smontiamo i luoghi comuni

Inverno: il momento migliore per smontare due luoghi comuni che spesso mettono in ansia mamme e papà. Freddo e febbre non vanno a braccetto e la febbre non è una "malattia" da combattere.

07 Gennaio 2018

Inverno: il momento migliore per smontare due luoghi comuni che spesso mettono in ansia mamme e papà. Quante volte ci sentiamo ripetere che il freddo fa ammalare i nostri bambini e che la febbre va eliminata perché è pericolosa? Un’infinità. Eppure pare proprio che non sia così . «Non ci ammaliamo per il classico colpo d’aria, di vento o di freddo, che non c’entrano proprio nulla. La febbre può arrivare quando qualche microrganismo, in genere virus o batteri, entra nel corpo e fa qualche danno»: a spiegarlo è il dottor Tommaso Montini, pediatra di base a Napoli, autore di libri e membro dell’Associazione culturale pediatri.

«I germi possono trasmettersi da una persona a un’altra attraverso le goccioline di saliva che ognuno emette quando respira o parla, anche se non è affatto detto che comunque ci si ammali. Comunque, stare all’aperto nella stagione fredda non ci fa male e non fa certo venire la bronchite, anzi! La probabilità di respirare le goccioline infette è molto più alta in un ambiente piccolo, poco areato, dove respirano più persone e dove magari c’è il riscaldamento acceso che secca le mucose respiratorie, riducendone le naturali capacità difensive».

Se poi si alza la temperatura corporea, ecco che i genitori, soprattutto le mamme, sviluppano altra ansia e c’è la tendenza a voler sopprimere ed eliminare la febbre il più in fretta possibile e con qualsiasi mezzo. Ma è davvero la scelta giusta? «La febbre è uno dei più efficaci meccanismi di difesa del nostro organismo» spiega Montini. «È  un attivatore del metabolismo e aiuta a far funzionare tutti i sistemi del corpo in modo più efficiente e rapido. Molti virus e batteri inoltre sono inattivati dalla temperatura più alta».

Solo un sintomo

«La febbre può avere numerose cause, ma di per sé è solo un sintomo. In passato, quando le condizioni di vita erano molto più difficili, i bambini con la febbre potevano anche morire ma chiaramente la causa era la malattia che dava origine al sintomo. Eppure la paura della febbre nel corso dei millenni si è praticamente impressa nei geni e si pensa a un problema da “curare” nell’immediato, mentre non è corretto abbassarla subito e a ogni costo».

Le convulsioni

«Se la paura dei genitori ha a che fare con le convulsioni, ricordiamoci che quelle febbrili semplici non sono pericolose e non sono prevenibili con i farmaci antipiretici» prosegue Montini. «Peraltro questi farmaci non fanno guarire prima, perché è proprio con il rialzo di temperatura che il corpo combatte la malattia ed è la febbre stessa che fa guarire prima. Sparare sulle difese dell’organismo non è l'idea migliore. E non è nemmeno vero che la mancata risposta a un antipiretico significhi che è necessario un antibiotico».

La febbre è utile

«Tanti genitori mi chiedono: “Ma allora dovremmo lasciare i bambini con la febbre alta?”. In teoria sì, faremmo bene a lasciarli con la febbre. Nella pratica, se la temperatura elevata infastidisce molto il bambino, allora può essere utile abbassarla, ma senza l’ossessione del termometro. Il mio slogan è: guardate i bambini, non il termometro! Tra l’altro, sopprimerla in modo deciso potrebbe togliere al pediatra un importante elemento di valutazione».

Chi è Tommaso Montini

Tommaso Montini, napoletano, è da trent’anni pediatra di famiglia. Ha collaborato con l’Accademia delle scienze di medicina palliativa di Bentivoglio (Bologna); ha partecipato a tavoli tecnici della Regione Campania per le malattie rare e l’autismo. È stato membro del direttivo della Associazione culturale pediatri e collabora come formatore con la Scuola di specializzazione in pediatria dell’Università Federico II. 

di Terra Nuova


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