Appello di 170 scienziati: «Moratoria per il wireless 5G»

Sono 170 gli scienziati indipendenti che hanno chiesto alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute per i cittadini europei. Con il sostegno dell'associazione AMICA, Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale.

15 Settembre 2017

I primi firmatari dell'appello sono stati Rainer Nyberg, EdD, proferrore emerito della Åbo Akademi in Finlandia, Lennart Hardell, docente al Dipartimento di Oncologia dellafacotà di medicina di Orebro in Svezia. Poi sono seguite le firme di altre decine e decine di scienziati. L'appello chiede alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute per i cittadini europei. E lo fa con il pieno sostegno dell'associazione AMICA , l'Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale che da anni si batte su questo fronte.

«Serviranno molte nuove antenne con un’implementazione su larga scala che in pratica si tradurrà in un’installazione di antenne ogni 10-12 case nelle aree urbane, aumentando così in modo massiccio l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici - dicono gli scienziati - Con “l’uso sempre più intensivo delle tecnologie senza fili” nessuno potrà evitare di essere esposto perché, a fronte dell’aumento di trasmettitori della tecnologia 5G (all’interno di abitazioni, negozi e negli ospedali) ci saranno, secondo le stime, “da 10 a 20 miliardi di connessioni” (frigoriferi, lavatrici, telecamere di sorveglianza, autovetture e autobus autoguidati, ecc.) che faranno parte del cosiddetto “Internet delle Cose”. Tutto questo potrà causare un aumento esponenziale della esposizione totale a lungo termine di tutti i cittadini europei ai campi elettromagnetici da radiofrequenza».

Il testo integrale dell'appello è scaricabile nel pdf qui allegato

di Terra Nuova

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