Sociocrazia: un modello per favorire la collaborazione

La rete italiana villaggi ecologici promuove la Sociocrazia in Italia, un modello per rendere più efficiente la collaborazione nelle associazioni, organizzazioni e aziende.

09 Gennaio 2018

Collaborazione, sinergia, rete: sono parole che racchiudono significati fondamentali per un cambiamento ecologico della società. Ma quanto è difficile metterle in pratica? Vi è mai capitato, collaborando in un gruppo, di perdere informazioni importanti, svolgere dei lavori due volte, o sentirvi scavallati da qualcuno nel vostro ambito? Nella collaborazione i conflitti sono sempre dietro l'angolo ma esistono modi per limitarli o farli evolvere in modo positivo. La Sociocrazia è uno di questi.
La Rete italiana villaggi ecologici - Rive è impegnata da due anni nel progetto Sociocracy Empowering Organizational Capacity - SEOC che ha come obiettivo l'apprendimento e la divulgazione della Sociocrazia 3.0, un'evoluzione della Sociocrazia classica nella quale sono stati integrati elementi di Olocrazia (un modello organizzativo basato sulla visione olistica) e di Comunicazione non violenta (Marshall B. Rosemberg).
Grazie ad un finanziamento europeo del programma Erasmus+ e allo stimolo lanciato da Asociatia Romania in Transitie (movimento di Transition Towns in Romania) è stato possibile creare una collaborazione tra la Rive, la Red Iberica de Ecoaldeas - Rie (rete iberica degli ecovillaggi) e l’Universitatea de Vest Timisoara (Università rumena di Timisoara) i cui risultati sono oggi disponibili sui siti web sociocracy30.intranzitie.org e sociocracy30.org . Non solo: è stato creato un gruppo di facilitatori e trainers che possono sostenere gruppi e diffondere ulteriormente la Sociocrazia 3.0 in Italia.

Le caratteristiche del metodo
La Sociocrazia 3.0 è una struttura vuota che si adatta a diverse esigenze e a partire dalle sue componenti base, fornisce stabilità al processo di autoregolazione: ciò avviene attraverso la doppia rappresentanza per ogni gruppo, un sistema di feedback continuo (riscontri periodici sull'andamento di ogni singolo gruppo e tra gruppi che interagiscono) e le linee guida per due processi fondamentali per ogni organizzazione: quello elettivo e quello decisionale.
Attraverso le indicazioni contenute nel modello sociocratico, ogni gruppo, associazione, o azienda può liberamente definire i propri ambiti di competenza, i ruoli necessari all'interno dei propri gruppi e definire il flusso di informazioni. Ciò porta immediata chiarezza nella struttura organizzativa del gruppo e consente di concordare un piano strategico in cui ognuno è consapevole del proprio mandato e in quali settori può agire in autonomia e in quali invece, è necessaria la collaborazione.

Da oltre un anno Rive sta sperimentando la Sociocrazia con l'intento di analizzare, verificare ed eventualmente trasformare il proprio modello organizzativo con l'obiettivo di renderlo più chiaro, snello, efficace e coinvolgente. "Se sotto molti punti di vista la Sociocrazia ha considerevolmente migliorato il lavoro dei soci che ricoprono un ruolo attivo in Rive" afferma Giorgia Lattuca del Consiglio direttivo "abbiamo riscontrato nel modello sociocratico delle frizioni con la cultura dell'associazione, per questo i facilitatori Seoc stanno accompagnando il gruppo nella definizione di un modello "Rivecratico" ovvero un sistema basato sulla sociocrazia che valorizza gli aspetti positivi di quanto il gruppo è riuscito da solo ad elaborare fino ad oggi". Questo significa che la Sociocrazia, pur essendo una struttura ben definta, mantiene un alto grado di elasticità per assecondare e comprendere i bisogni fondamentali del gruppo.

Strumenti alla portata di tutti

Grazie al progetto Seoc, oggi è possibile attingere informazioni e materiali OpenSouce sulla Sociocrazia 3.0 nel sito sociocracy30.intranzitie.org dove è pubblicata una libreria online (LOVR, Library of Open Virtual Resources ) da cui è possibile consultare e scaricare gli strumenti didattici e di facilitazione per muovere i primi passi in Sociocrazia. Vi si trovano il manuale introduttivo tradotto in quattro lingue, le carte di facilitazione, suggerimenti per strutturare un corso o mettersi in gioco come facilitatori del proprio gruppo (S3 Intro Course and Facilitation practice ) e molto altro ancora.
Grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università di Timisoara, è stata prodotta una ricerca universitaria il cui obiettivo è raccogliere testimonianze - attraverso la compilazione di formulari - che consentano di monitorare le dinamiche emergenti dall’applicazione pratica del processo sociocratico, al fine di evolverlo, migliorarlo e personalizzarlo.
Per saperne di più sul progetto Seoc, può visitare il sito Rive .
Per chiunque voglia tenersi in contatto, ricevere aggiornamenti, organizzare un corso o interessarsi per collaborare con lo sviluppo futuro di questo progetto, può scrivere a: sociocrazia3.0@gmail.com
oppure visitare la pagina facebook Sociocracy30 o il gruppo facebook

 
Vuoi conoscere altri modi per facilitare gli incontri del tuo gruppo? Vedi la Guida alla facilitazione e al metodo del consenso di Terra Nuova edizioni!


Un manuale ricco di suggerimenti pratici, dove vengono descritti ruoli, procedure, strumenti e tempi per introdurre il metodo del consenso nel proprio ambito di lavoro o di impiego.
La convinzione di base è che per cambiare lo stato delle cose è necessario utilizzare nuovi strumenti di analisi, ma anche di dialogo e confronto. Imparare a prendere decisioni partecipate e condivise, senza dividersi in maggioranza e minoranza, senza spaccature e frustrazioni è una metodologia rivoluzionaria per rendere più efficaci le riunioni e motivare la partecipazione.

Scopri come acquistarlo!
   

di Francesca Guidotti


Forse ti interessa anche:

Posta un commento

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra