I lavori verdi di Gennaio

I lavori da fare nell'orto e in giardino a Gennaio.

01 Gennaio 2018
Due strategie per far fronte al clima impazzito

Due strategie per far fronte al clima impazzito

Negli ultimi anni, alcune consuetudini consolidate nelle pratiche di coltivazione dell’orto stanno subendo delle modifiche per adattarsi ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale.

Due cose semplici, ma per molti sconvolgenti, sono: rinunciare alla vangatura e assicurare una copertura vegetale al terreno anche d’inverno.

Usare il forcone al posto della vanga

Rinunciando alla lavorazione con la vanga si evita il rivoltamento del terreno, un’operazione che arieggia il suolo e accelera la trasformazione della sostanza organica. Con il forcone foraterra si ha un effetto conservativo sull’humus: si evitano le emissioni di CO2 in atmosfera dovute alla trasformazione della sostanza organica e si assicura un più elevato tenore di humus al terreno, aumentando la sua capacità di trattenere acqua.

La lavorazione con il forcone può essere eseguita quando lo strumento si inserisce agevolmente nel terreno e la terra si stacca facilmente dal forcone stesso. Prima di iniziare si eliminano i residui delle erbe spontanee ed eventuali zolle con una leggera zappatura, si distribuisce il compost in superficie e si inizia la lavorazione vera e propria inserendo il forcone nel terreno, muovendolo avanti e indietro e poi sollevandolo. Se rimangono delle zolle si provvede quindi a romperle con la zappa. Il terreno va poi affinato con un rastrello.

Se si utilizza letame al posto del compost, prima di iniziare la lavorazione principale è meglio ripetere la zappatura per frammentarlo. Oltre agli effetti sull’humus, questa lavorazione assicura il rispetto degli strati naturali, un minor compattamento del terreno e il mantenimento del grado di aggregazione naturale del suolo. Questo migliora la capacità del terreno di sopportare forti acquazzoni, senza compattarsi e dilavarsi, e di trattenere una maggiore quantità di acqua.

La forconatura, inoltre, presuppone un minore sforzo per l’operatore, richiede meno tempo e assicura un periodo più ampio per le lavorazioni.

Appare chiaro, allora, quanto sia conveniente limitare la vangatura solo alle occasioni in cui non può essere evitata, ad esempio quando si rompe un prato o quando si desidera interrare una rilevante quantità di letame in un terreno povero di humus.

Mantenere sempre coperto il suolo

Per scongiurare il compattamento e la perdita della struttura del suolo è opportuno mantenere il suolo coperto, coltivando allo scopo cime di rapa, friarielli, senape, spinaci o valeriana. Ottenere una produzione diventa un fatto importante, ma secondario. Lo scopo principale è evitare di lasciare il suolo esposto all’effetto battente delle piogge, senza preoccuparsi se la coltura viene terminata dal gelo o se l’aiuola deve essere lavorata prima di poter raccogliere.

Piuttosto che lasciare il terreno scoperto è possibile anche coprirlo con materiale organico come paglia, foglie o cippato per ottenere un effetto analogo, seppur meno efficace, a quello delle colture.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Gennaio 2018

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di Francesco Beldì


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